Anno sabbatico

E’ passato un anno da quando sto “in vacanza” con la mia compagna. Forse, gli increduli potrebbero ancora pensare ad un anno sabbatico! Abbiamo appena festeggiato il secondo natale e capodanno insieme e siamo sempre più legati! ❤️

Certo, la mia patologia continua a farsi sentire a volte, ma stiamo creano i nostri spazi con aiuto e comprensione reciproci. Tanto Amore, l’alimentazione sana, un verticalizzatore e qualche altro accorgimento, mi stanno permettendo di riprendere in mano la mia vita, la normalità.

Sull’onda della rinascita, sto infine eliminando gran parte dei pochi vestiti che avevo portato a suo tempo, quelli che ho ancora a casa dei miei genitori (che come mi viene ricordato, non è mai stata “casa mia”) li controllerò ed eliminerò, quando riuscirò a farmeli spedire.

D’altronde, la stanza nella quale vivevo (o per meglio dire, ero rinchiuso), è diventata un magazzino. La scena eventualmente si ripete: come tanti anni fa, “il mio mondo” (cioè le mie cose ed i miei spazi) nel garage della casa al mare, è stato cancellato, rotto, buttato, sepolto. Mi chiedo come si possa voler “trattenere” una persona, che viene contemporaneamente cancellata!

L’anno che abbiamo appena passato, è l’inizio del resto della nostra vita insieme. E’ una nuova vita e questo vuol dire che il cordone ombelicale va tagliato. Il “caso” ha voluto che mi sia imbattuto su libri che parlano, tra le altre cose, di sciamanesimo. Mi sono reso conto che il passato, la malattia, mi avevano già insegnato (a mie spese) il 90% di ciò che ho letto. Ora posso chiamare le cose col loro nome, quel cordone, quel collegamento con famiglia ed antenati è, tra le altre cose, la necessità delle persone di lamentarsi e soffrire, autonomamente.

Questo si traduce, tra l’altro, nel trattenere a tutti i costi situazioni o persone. Non è mai stato il mio modo di fare ed oggi, ancora di più, chi mi vuole bloccare viene “gentilmente” allontanato. In altre parole, le persone ottengono il contrario di ciò che vogliono ma non è un problema, perché sarà sempre colpa di qualcun altro!

Con questa maggiore, ulteriore e consolidata consapevolezza, ci apprestiamo a vivere, insieme, il resto della nostra “vacanza” infinita! Il tutto, a la faccia di malpensanti ed indecisi. 😉

Aznalubma 🚨

Con labbra e lingua grigio-blu, dopo due giorni senza andare in bagno e con forti dolori al ventre, abbiamo chiamato il 112.

Arrivata l’ambulanza, gli addetti mi hanno caricato sulla barella e siamo partiti per il pronto soccorso. Lì, pochi minuti per l’accettazione e siamo stati parcheggiati in corsia, in attesa della visita.

Dopo un controllo veloce, il responso è stato rapido: ho avuto un “blocco totale”. La vescica era piena fino all’orlo, l’intestino era più libero ma comunque bloccato ed i reni, di conseguenza, erano sofferenti. Mi hanno messo il catetere vescicale e subito ho cominciato a svuotarmi.

Abbiamo passato i vari momenti di attesa tra un controllo e l’altro in una camera con altre persone. Un anziano, non volendo stare sdraiato col catetere, se lo è sfilato più volte cercando di urinare contro il muro, alzando curiosamente la gamba come un cane. Ovviamente la moglie (la brutta copia di Shirley Temple con gli occhi di Bette Davis e la voce di Shrek, in quanto fumatrice) cercava di calmarlo mentre un’infermiera, entrando di corsa, gli urlava di fermarsi. Questa scenetta si è ripetuta più volte. I due coniugi, molto ruspanti di aspetto, modi e parlantina, ci facevano ridere così tanto che la mia compagna (lei che poteva) è dovuta uscire dalla stanza più volte in preda alle risate! Di lì a poco, è stato portato in corsia dai carabinieri un ragazzo di colore che, con accento calabrese, ha urlato “aiuto!” per ore.

Dopo tanta attesa, mi hanno portato a fare la TAC. Per fortuna, l’intestino è risultato pieno ma non in modo preoccupante. Sono comunque andato in bagno due giorni dopo. La situazione, nel frattempo, è andata migliorando ed è arrivato il momento di una visita urologica. Il dottore, un giovane particolarmente viscido e dal fare saccente, dopo una semplice ecografia ha ripetuto più volte che sono “da studiare”, ma senza fare diagnosi o ipotesi. La “visita” si è conclusa col suggerimento di un farmaco che avrebbe potuto migliorare una situazione che non avevo, o addirittura peggiorarla! Mi è anche stato dato un appuntamento per una visita di lì ad un mese, tempo durante il quale avrei dovuto tenere il catetere. Ovviamente non ci sono andato!

Finalmente, ci hanno detto che a breve saremmo potuti andare via. Tornati nella stanza con i due anziani, è entrata la nipote dei due: una ragazza alta, imponente ed altrettanto ruspante. Il trittico era da quadretto!

A questo punto, come tornare a casa? I portantini, ci hanno fatto capire che non possono uscire dall’ospedale, anche solo per pochi metri, per mettermi in macchina. Dopo varie telefonate, abbiamo trovato un’ambulanza privata.

Dopo l’ennesima attesa, sono arrivati i due addetti per caricarmi sulla barella e mettermi nell’ambulanza. Un ragazzo magrissimo ed una ragazza, entrambi giovani, gentilissimi ma apparentemente fuori contesto, dopo vari tentativi sono riusciti nell’intento nonostante le ruote della barella che non volevano chiudersi. Arrivati finalmente a casa, rimettermi sulla carrozzina è stato altrettanto complicato.

Tutta la negatività che, in un modo o nell’altro, mi hanno buttato addosso mi ha fatto rischiare la vita. Un altro giorno di attesa ed un infarto sarebbe stato il rischio minore. Nonostante tutto, la nostra vita è tornata alla normalità.

Dopo una decina di giorni, ho deciso di togliere il catetere. Tira tu che tiro anch’io, non si sfilava. Ma come ha fatto quel vecchietto a toglierlo più volte? Forse saggezza popolare?!? Abbiamo fatto una ricerca su internet e scoperto l’arcano. La mia vescica ci ha messo una mesata per tornare alla normalità.

Questo è successo a metà gennaio. Tutto è bene ciò che finisce bene. Cosà succederà la prossima volta?!?