Etichette

Avevo un’etichettatrice, di quelle semplici col tastierino, ma da tanto tempo non riuscivo più ad usarla. Era molto scivolosa ed i tasti erano per me durissimi.

Casualmente avevo visto che ce ne sono varie Bluetooth, da usare col cellulare. Poter usare uno schermo grande è un’alternativa da non sottovalutare.

Partono quindi le ricerche! Quella usa batterie normali, quella ha i nastri troppo costosi, di quella i nastri non si trovano, di quell’altra si scoloriscono subito… Ecco, quella è perfetta!

Approfittando di un prezzo scontato. Ordino etichettatrice e qualche nastro, anche colorato. Prima o poi le nipotine la scopriranno, è meglio premunirsi!

Al di là dell’aspetto ludico e della voglia di etichettare il mondo, mi sta tornando molto utile. Posso di nuovo essere indipendente per qualcosa, anche se apparentemente stupida. Finalmente posso suddividere le mie cose e, magari, ricordarmi anche dove le ho messe! In questo luogo periodo di riorganizzazione, mentale e materiale, è di grande aiuto.

L’aspetto che, però, ad oggi risulta il più importante, è che ora posso chiedere, all’aiutante di turno, di prendermi la scatoletta contenente questo o quello, senza indicare o minare, impazzendo entrambi!

Ora torno a riorganizzare la mia vita, tra un imprevisto e l’altro. Rigorosamente etichettato! 😉

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Buon anno 2022!

Facebook mi ha proposto un ricordo di quattro anni fa, che ripropongo anche qui.

Considerando l’andamento dell’anno che sta finendo, non propongo resoconti e non faccio richieste per quello nuovo. Non “spero che” succederà qualcosa, semplicemente perché non voglio affidare a qualcos’altro o qualcun altro, magari di inesistente, il corso del mio nuovo anno. Siamo noi gli autori ed attori della nostra vita! Auguri a tutti di buon anno! Buona fine e buon principio! 🙂

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L’articolo

Tempo fa, un’amica mi ha chiesto uno scritto, un articolo, qualcosa di personale che parlasse di musica. Quello che ne è uscito è piaciuto, ma non è andato bene per l’uso che ne voleva fare. Lo “riciclo” condivido con voi:

Tutto è partito da una zia, amante della musica. Già da quando ero piccolo, aveva tanti vinili ed audiocassette. A circa due anni, quando andavamo a trovare i nonni, entravo subito nella sua stanza chiedendo “icco mela”, che altro non erano che i dischi dei Beatles, che avevano una mela verde al centro. Mia zia era praticamente costretta a metterne uno ed io cominciavo a ballare!

Vedere il disco girare doveva essere, evidentemente, ipnotico perché mio padre ha dovuto costruirmi un finto giradischi. Crescendo, è stato sostituito da uno portatile per i 45 giri. Uno di quelli anni ’70, di plastica arancione con la maniglia.

Arrivata l’epoca dei Walkman, la suddetta zia ha cominciato a dare a mia sorella e a me, varie cassette per farci conoscere un po’ di generi musicali. Nel tempo, questa “infarinatura” è passata attraverso The Cure, Sex Pistols, U2, The Clash, Rolling Stones, Simple Minds, Siouxsie And The Banshees, The Cult, The Who, Depeche Mode e tanti, ma tanti altri.

Il filo conduttore era indubbiamente il rock, ma con ramificazioni che toccano il dark, il punk, il synth pop e via dicendo. A tutt’oggi, il tutto si è ampliato con altri generi, ma soprattutto con la curiosità di vedere come tutti questi siano collegati ed imparentati.

L’adolescenza è stata dominata dagli Iron Maiden, mentre successivamente ha preso piede la scena di Seattle, principalmente con i Soundgarden.

Erano nati i CD e non mi sono fatto sfuggire uno dei primi lettori. Il primo disco è stato Violator, dei Depeche Mode. Nonostante sia nato e cresciuto tra i vinili, inspiegabilmente non sono un “purista”. Preferisco il più “freddo” Compact Disc, più pratico e meno delicato.

Nel 1992, Lou Reed ha fatto un concerto a Roma, era appena uscito il suo Magic And Loss. Mia zia è andata ma, visto che mio nonno non si fidava, sono “dovuto” andare anche io, in qualità di accompagnatore. Dalla quinta fila, sapevo bene chi avevo davanti. Solo pochi anni fa ho cominciato a vedere concerti, recuperando il tempo perduto.

Nel frattempo, la sclerosi multipla mi aveva costretto in carrozzina, ma spronato dalla compagna dell’epoca ed approfittando degli sconti dedicati ai disabili, mi sono “sparato'” una decina di concerti all’anno, fino al lockdown.

Partendo con i Rolling Stones, sono finito da Ezio Bosso, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani, passando per Jackson Browne, Pearl Jam, Loreena McKennitt, Ara Malikian e tanti altri.

Bosso l’ho visto tre volte e ci ho anche parlato. L’emozione che trasmetteva, non si potrà mai cancellare. Vedere salire sul palco gli Who, poi, è stato bellissimo, ma sentire e “vedere” la loro The Rock, è stato un colpo al cuore. Ancora oggi, se rivedo il filmato su YouTube (quello registrato a Toronto), mi escono le lacrime per quello che trasmette.

Tutti questi volti vecchi e nuovi, mi hanno fatto iniziare a cercare delle “chicche”. Dopo aver visto i Foo Fighters cantare Jump dei Van Halen sulle note di Imagine di John Lennon, ho trovato altro.

Chris Cornell, è l’unico che potesse cantare War Pigs dei Black Sabbath, come Chester Bennington è riuscito a cantare Adele. Al suo concerto, Steven Tyler ha infine cantato Piece Of My Heart di Janis Joplin. Quando si dice “c’è cover e cover”.

Anche le collaborazioni sono tante, come tra Damien Rice e Tori Amos, Peter Gabriel e tanti altri, Linkin Park e Cornell, ecc.

Ma il bello, è vedere come questi mostri sacri siano, alla fine, persone normali. Nick Cave, dopo aver passeggiato tra la folla dice, lui a noi, “you are awesome” mentre Bosso si ricorda di me, al secondo autografato! Jackson Browne, poi, ad un concerto si è dimenticato le parole di una nuova canzone. L’ha presa a ridere e poi gli è tornata in mente!

Tornando alla clausura forzata del lockdown, per occupare il tempo ho riorganizzato CD ed mp3, espandendone ulteriormente la raccolta. Ecco ad esempio i Green River, capostipiti del Grunge, partendo dai quali ho approfondito, tra gli altri, gli Screaming Trees, ecc.

Si conoscevano tutti, in quel di Seattle e non solo, influenzandosi musicalmente gli uni con gli altri. Un gruppo di ragazzi molti dei quali non sono riusciti a sopravvivere a loro stessi, scrivendo la storia. In una qual sorta di celebrazione, mi sono comprato una maglietta della Sub Pop, etichetta discografica che ha pubblicato molti album di questi “big”.

Da sempre il mio inconscio mi parla con le canzoni. Mi si fissa un ritornello che mi vuol dire qualcosa, sempre palesemente inerente al momento che sto vivendo. È una cosa bellissima, fin quando non mi fa passare la notte in bianco!

Visto che la musica è onnipresente, l’ho anche accostata ad altre mie passioni. Ad esempio, vedere Kurt Cobain di Lego, con il suo iconico cardigan grigio, non ha prezzo! Per non parlare di Amy Winehouse, con la sua inconfondibile capigliatura e la faccia gialla!

Infine, la filmografia è anch’essa importante. Dagli ultimi Bohemian Rhapsody e Rocket Man, ai più vecchi Quadrophenia, Tommy, The Rocky Horror Picture Show, Singles, The Blues Brothers e chi più ne ha, più ne metta. Spaccati di epoche, pensieri e personaggi che regalano emozioni e spunti di riflessione.

Credo che in tutto questo non ci sia nulla di strano, in realtà. Non mi sembra di raccontare qualcosa di anormale. Mi rendo conto, però, che vedere tutto con gli occhi di un eterno bimbo, mi fa ancora entusiasmare. Mentre la parte adulta pensa, per esempio, agli eccessi, le scelte, gli errori che questi mancati supereroi hanno fatto, scrivendo la storia. Nello stesso tempo, tante persone normali fanno vite anonime solo perché non hanno il coraggio di scegliere, di osare.

Tutto questo, tra una nota e l’altra, è un mondo che si evolve e non sta mai fermo. Cresce e si adatta ai tempi, alle tecnologie. Ed è anche il mio modo di vivere. Nel mio piccolo, cerco di seguire queste orme, complice anche una malattia che toglie tanto, ma non la forza di alzare il volume!

P.S. La foto è di qualche mese fa.

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Domanda ed offerta

Sono pieno di cose da fare e pezzi di vita da sistemare o reinventate. Ho cercato per giorni di scrivere, ma gli argomenti si accavallano. Alla fine, ne è nato questo groviglio di pensieri…

La mia vita è divisa in due parti. Nella prima, conclusa da pochi anni, ho fatto esperienze, molte, ed ho chiuso delle pendenze col passato. Sapevo cosa mi aspettava e cosa dovevo ricercare.

Ad oggi, mi sento un neonato che inizia una nuova vita. Questa vita. Non so cosa mi aspetti, ma conosco me stesso ed il mio bagaglio di esperienze. Il punto focale rimane sempre la ricerca della mia personale santissima trinità, cioè amore, amicizia e rispetto.

Il problema è che so cosa cerco, cosa chiedo, ma so anche cosa posso offrire in cambio, ma questa seconda parte di vita inizia già con delle mancanze, per colpa della mia malattia. Mi chiedo: sarà sufficiente?

Ovviamente, la testa va verso le mancanze. Non potrò più guidare, magari mano nella mano, non potrò più dire “ti passo a prendere io”, mi sarà difficile anche fare una partita a carte, gli abbracci saranno complicati, ecc. Basterà?

Poi arriva la frustrazione, perché vorrei fare tante cose, ma non posso. Vedere o sentire, poi, tante persone che invece possono ma preferiscono buttare le proprie giornate, diventa un affronto.

So di portarmi dietro un bel fardello e so che chi cerco ha il suo, ma questo non mi fa paura. Mi chiedo però, sentendomi in difetto, se lo scambio sarà equo.

Nonostante tutto, so per certo che prima o poi ci incontreremo. Solo allora i nostri demoni andranno d’accordo gli uni con gli altri, placandosi, e noi troveremo pace. Insieme.

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Sheldon non ti temo

Tempo fa ho risistemato e catalogato tutti i miei cd musicali. Erano stipati in delle scatole, ma credo che una manchi all’appello. Non mi ritrovo dei cd ed alcuni sono, oltretutto, delle rarità.

Ho fatto cercare in tutta casa, in cantina ed ho svuotato tutta la stanza, ma niente. Si dice che la casa nasconde ma non ruba ma, nell’ottica di riequilibrare varie questioni, ho ricomprato i più importanti. Mi sono posto un obbiettivo e, di certo, non ho tempo da perdere.

Alla fine, quella scatola l’ho trovata! È a casa di Sheldon, nella sua libreria! E visto che si è preso anche le mie lenzuola di Guerre Stellari, ho deciso di prendermi il suo porta fazzoletti.

Ovviamente sto parlando di Sheldon Cooper, del telefilm The big bang theory, che in una puntata tiene in mano delle lenzuola come le mie e, sulla libreria, ha una scatola identica a quelle nelle quali tenevo i CD. Io, invece, ho comprato il porta fazzoletti che lui ha accanto al divano.

Scherzi a parte, questo è un periodo di lunghi e profondi cambiamenti, causa della mia prolungata assenza, dei quali fa parte anche la scelta dei fazzoletti. Ma con stile!

Ricomincerò a scrivere ma riparto, per ora, con un argomento frivolo. Non mi sono mai ritirato dal gioco, ma mi rendo conto che le regole sono cambiate a mio svantaggio. Ma tanto vinco io! 😉

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DNA

Quando si è costretti a stare chiusi in casa, ognuno trova un modo per occupare il tempo. Personalmente, non posso fare molto, ma le idee di certo non mi mancano!

Quindi, perché non fare un test del DNA?!? Su internet si trovano vari siti, a prezzi abbordabili. Ovviamente, per andare in profondità, fanno venire l’acquolina in bocca con piani a pagamento, che offrono varie possibilità.

Fatto il tampone tipo CSI ed attesi i dovuti tempi tecnici, ecco i risultati! Quattro macro aree di provenienza!

Salta subito all’occhio che sono più straniero che italiano. Io, italianissimo, ero quasi certo di un risultato del genere.

Non contento di questi risultati, attraverso un altro sito (rigorosamente in inglese), ho potuto scendere più nel dettaglio e questi sono i risultati:

Romans 30,6%
Hellenic Romans 27,2%
Hittites 7,06%
Ancient Greeks 6,96%
Minoans 5,47%
Roman Hispania 4,82%
Amorites 3,92%
Philistines 3,26%
Byzantine Empire 2,13%
Thracians 1,93%
Canaanites and Semites 1,63%
Pontic Empire 1,20%
Gallo-Romans 1,14%
Seleucid Empire 1,13%
Ottomans 0,63%
Illyrians 0,47%
Safavid Dynasty 0,11%
Guanches 0,08%
Carthaginians 0,02%

Non sono presenti i Vichinghi, nonostante vari parenti biondi con gli occhi azzurri, ma i Celti si!

Tutto questo, rafforza ulteriormente in me, l’idea che non si possa parlare di razze, ma di etnie, al massimo. Siamo tutti un millenario minestrone di popoli.

In fine, anche la parola “patria”, perde di significato. Guardando una carta geografica, ogni confine diventa un limite, una guerra del passato, o del presente.

Da tempo, considero il genere umano il mio popolo ed il pianeta Terra, la mia casa!

Parola di extraterrestre! 😉

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Ancora auguri 2020!

Di nuovo, auguri di buone feste a tutti! È un periodo di cambiamento, tanto vale accettarlo e sfruttarlo per crescere / evolvere / maturare / elevarsi! Intanto ho cominciato scartando tanti regali, utili quanto inaspettati.

È stata una giornata lunga e pesante, ma le nipotine sono contente e questo mi basta! 🙂

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Auguri!

Auguri di buone feste a tutti! È un periodo di cambiamento, tanto vale accettarlo e sfruttarlo per crescere / evolvere / maturare / elevarsi! 🙂

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Accesso negato

Tempo fa, ho pubblicizzato la pagina Facebook del mio blog. Ho avuto vari problemi perché i suoi complicatissimi algoritmi, pensavano pubblicassi frasi incitanti all’odio negandomi, di conseguenza, l’accesso alla promozione.

Oggi, mi ritrovo nella stessa situazione. Ho inviato copia di svariati documenti di identità, che non vengono riconosciuti come tali. È impossibile interfacciarsi con un’entità biologica senziente e si sta avvicinando la scadenza per “presentare” i miei documenti.

In un momento storico nel quale non ci sono certezze, sbattere contro l’ennesimo muro di gomma non è piacevole. Aggiungiamoci la mia stanchezza ormai quasi cronica e la voglia di scrivere, passa.

Ma eccomi di nuovo. Probabilmente abbandonerò l’idea di pubblicizzare il blog, affidandomi al passaparola. Probabilmente sposterò la mia attenzione da Facebook a WordPress. Resta il fatto che non mi fermerò, adattandomi anche questa volta. Aggiungerò anche questo alla lista di cose da fare, aggiornandone però le priorità.

Per ora, comunque, è tutto in pausa. La ricerca dei regali, principalmente per le nipotine, richiede molte energie. Il contribuire a dare loro un senso di normalità, se pur precaria ora, è importantissimo. La mia fatica so che verrà presto premiata con i loro sorrisi! 🙂

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Una vita in musica

Se non sento musica mi spengo piano piano. Tra disabilità e pandemia, stava succedendo. Cambiano le priorità e sono dovuto forzare per ricominciare a sentirla. È sempre stata parte di me e questo post ve ne darà un esempio! Forse poche persone apprezzeranno, ma a me ne basta una sola! 😉

In un momento nel quale mi sento Disarm (The Smashing Pumpkins), Under the bridge (Red Hot Chili Peppers), un po’ Paranoid (Black Sabbath), così Empty (Garbage), perso Down in a hole (Alice In Chains), Hurt (Johnny Cash) e le Tears run rings (Marc Almond) attorno ai miei occhi, so che ci vuole Patience (Chris Cornell) anche se, a volte, mi sento So lonely (The Police)…

Ma sono ancora Alive and kicking (Simple Minds), quindi devo uscire da questa Rusty cage (Soundgarden), mettere a posto tutto questo Disorder (Joy Division) e fare dei Changes (David Bowie) nella mia vita, per lasciare tutti i Problems (Sex Pistols) nel mio Rearview mirror (Pearl Jam).

Sto aspettando Somebody (Depeche Mode) di ben preciso e Nothing else matters (Metallica). Non ho One hundred wishes (Loreena McKennitt), ma solo un Desire (U2) e sei tu! Sei sempre nei miei Sweet dreams (Eurythmics) perché sei My first, my last, my everything (Barry White) ed I was made for loving you (Kiss). The way you make me feel (Michael Jackson), poi, è bellissimo!

You really got me (The Kinks) e You spin me ‘round like a record (Dead Or Alive) ed è difficile aspettare. Sto Dancing with myself (Billy Idol) ascoltando Guerrilla radio (Rage Against The Machine), ma francamente mi sto stufando. Ora, non vorrei metterti Under pressure (Queen), ma sbrigati!

Non venirmi a dire che It’s raining again (Supertramp) perché le tue sono All apologies (Nirvana), lo so! Se incominci a fare la bambina facendo Mmm mmm mmm mmm (Crash Test Dummies) o De do do do de da da da (The Police), sappi che ti rispondo per le rime dicendoti Mah-nà mah-nà (Piero Umiliani) o Rama rama ding dong (The Edsels)! Dai, non farmi passare One more night (Phil Collins) senza te…

You don’t know (Cyndi Lauper) da quanto ti aspetto, quindi Wake up (Mad Season) e Stand (REM) Today (The Smashing Pumpkins), non è vero che le donne vengono da Venus (Bananarama) e gli uomini da Marte, quindi non puoi essere So far away (Dire Straits) da me. Fidati, It’s like that (Run-D.M.C.)!

Non sono mica uno Psycho killer (Talking Heads) ne Insane in the brain (Cypress Hill), ma neanche uno Zombie (Cranberries) o il Public enemy #1 (Public Enemy)!

Please please please (James Brown) non tergiversare, non Think (Aretha Franklin) troppo. Hai paura che arrivi un Hurricane (Bob Dylan) a farti volare via lungo la strada?!? Dimmi, Are you ready (AC/DC)? Secondo me si!

Non devi Walk on the wild side (Lou Reed), la strada è semplice e non siamo distanti 2000 Miles (The Pretenders)! Se per caso stai perdendo tempo Learning to fly (Tom Petty) non serve. Basta che Jump (Van Halen) sulla tua Fast car (Tracy Chapman) e parti!

Mi raccomando, non fare The long way around (Jackson Browne) ma Walk this way (Aerosmith): segui The river (Bruce Springsteen), quello con lo Smoke on the water (Deep Purple) e vanno a bere i Wild horses (The Rolling Stones). Superato il Bridge over troubled water (Simon & Garfunkel), costeggia The wall (Pink Floyd) del Pet sematary (The Ramones) lungo la Love street (The Doors), quello con l’insegna col Black dog (Led Zeppelin) per intenderci. Supera A forest (The Cure) e Run (Foo Fighters) qui, veloce come una Cannonball (Damien Rice), nel quartiere Where the streets have no name (U2)! Quando sarai sulla Blueberry hill (Elvis Presley), One brown mouse (Jethro Tull) ti indicherà la casa.

Comunque, per te che sei un Piece of my heart (Janis Joplin), non sarà difficile trovare la mia Happy house (Siouxsie And The Banshees) ma, per aiutarti, accenderò One more light (Linkin Park) alla finestra. Una Candle in the wind (Elton John) accanto alla English rose (Paul Weller), solo per te. E quando arriverai, Let my love open the door (Pete Townshend) per te.

Ci vuole Only time (Enya), lo so, ma I want to hold your hand (The Beatles) e so che prima o poi, sarai By my side (INXS) e potrò finalmente Kiss (Prince) le tue Cherry lips (Garbage).

Questa non può essere Just my imagination (The Cranberries) o una Fairytale (Ludovico Einaudi), quindi ti aspetto qui, dentro The 12th room (Ezio Bosso), fermo Like a stone (Audioslave).

Corri Into my arms (Nick Cave), ma proprio qui, Closer to the heart (Rush), perché non so Who are you (The Who), ma so già che I love you (Woodkid)!

P.S. Artisti, titoli, periodi musicali! / sociali / culturali, non sono scelti quasi mai casualmente. Purtroppo, non sono riuscito ad inserire altri titoli!

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