Sfumature

La musica è il perno della nostra vita. Ci confrontiamo costantemente suggerendoci gruppi musicali o chiedendoci: “come si chiamava quella che faceva nananà”?!? La raccolta musicale continua a crescere ed a me va il compito di fare da deejay (non potendola aiutare materialmente). Mentre la mia compagna cucina, io sto al PC creando playlists e mettendo canzoni in linea con il “mood” del momento.

Passando da successi anni ’70 a post-punk e brit-pop, ho fatto notare alla mia compagna che molti artisti con cognomi “colorati”, non solo in campo musicale, sono del colore opposto.
Jack Black è bianco,
Franco Nero è bianco,
Barry White è nero,
Jackson Browne è bianco,
ecc.
L’unico a non seguire quella che sembra essere una regola, è James Brown, forse perché lui “waaah, I feel good”! Questa cosa dà da riflettere! Avete altri nomi da suggerirci?!? Nel frattempo, buon ascolto!

P.S. In foto, margherite viola del nostro giardino!

Il nostro Amore è differente

Sottotitolo: Parodia di un Amore.

C’è chi comincia con un appuntamento romantico o un’inaspettata notte di passione e c’è chi comincia con emissioni gassose fuori programma e perette per convogliare il “magma”! Ma il massimo della carrellata di fuori programma è stato quando, al momento del primo brindisi di Natale, mi è quasi scappata la pipì… La nostra casa ora è come una voliera piena di pappagalli e ce n’è sempre uno a portata di mano e di sfondo a qualche foto (la mia compagna legge e ride)!

Come ho scritto in precedenza, basta organizzarsi! Prima di partire la prima volta a dicembre abbiamo fatto una serie di ordini online di oggetti per rendere facile la mia permanenza, ad oggi la casa, che è ormai la nostra casa, è disseminata di pappagalli, tavole per il trasferimento, cannucce per bere, borracce, rialzi per wc, ecc!

Ovviamente esagero, ma neanche tanto! In ogni caso, grazie all’Amore innanzi tutto ed a questi ausili, sto tornando, se pur a volte faticosamente, alla vita.

Giorni fa, nonostante un po’ di paura siamo usciti, destinazione: pizzeria! Non ricordo quanti anni fa è stata l’ultima volta che ci sono andato, per non parlare da quanto tempo non sentivo il profumo del forno a legna! È stato, di fatto, il nostro “primo appuntamento”!Siamo stati benissimo e la pizza, che buona!

Presa la “doggy bag”, siamo risaliti in macchina e seguito il lungomare fino a Trapani. Le note di “Life on Mars?” di David Bowie con stereo “a palla” e finestrino aperto, hanno accompagnato la riscoperta di un mondo ormai alieno. Per ora queste uscite sono veloci, prima pochi chilometri senza scendere dall’auto, poi un giretto stando attento agli spasmi, poi una pizza, poi si vedrà! Ora incomincio a ricordare cosa vuol dire “vivere”.

Escludendo (per ora) il bungee jumping, vediamo cosa potremo fare in futuro! 😉

Ogni viaggio ha un primo passo

Finalmente ecco il giorno della partenza! L’ostruzionismo è continuato fino all’ultimo momento. Ho chiesto di registrare un filmato per la mia compagna, da usare come istruzioni per agganciare la carrozzina in macchina, ma il risultato è stato una ripresa di spalle a voce bassa, che non è servita a nulla.

In macchina (ho deciso di partire con la mia), sono stato incastrato come un barile tra valigia e borse varie, che pensavo di far mettere sui sedili. L’inaspettata presenza delle mie nipotine, usate per farmi sentire in colpa perché le stavo “abbandonando”, ha cambiato i miei piani di posizionamento.

Arrivati all’aeroporto di Ciampino, finalmente posso riabbracciare la mia compagna (di ritorno dall’Inghilterra)! Il tempo di vedere un paio di saluti di circostanza da parte di mia sorella e veniamo abbandonati nel parcheggio, col biglietto di uscita in mano.

Tralasciando le difficoltà per uscire dal parcheggio, siamo riusciti ad arrivare all’appartamento preso per passare la notte e rifocillarci, per partire il giorno dopo. Uscire dalla macchina è stato complicato, la valigia era incastrata e una cinghia di blocco per la carrozzina si è anche incastrata, rovinando una ruota. Pur dichiarato come adatto ai disabili, la permanenza in appartamento non è stata facile.

Abbiamo deciso di partire di notte per trovare meno traffico e perché le condizioni atmosferiche stavano peggiorando. Fare mille chilometri sulla carrozzina e seduto distante dalla mia fidanzata all’interno dell’auto, ci ha fatto decidere di sedermi davanti.

Sotto una pioggia sottile, dopo il terzo tentativo per sedermi in auto, su un sedile anteriore molto alto sono caduto, sedendomi sull’asfalto. Rialzarmi è stato impossibile, quindi ho deciso di chiamare il 112. In una zona dove il telefono prende poco e male, dopo la seconda telefonata ed un quarto d’ora di attesa (ancora seduto per terra e sotto la pioggia), sono arrivati i carabinieri.

Con una forza sovrumana, un carabiniere mi ha preso in braccio ed è riuscito a mettermi sul sedile. Caricate in macchina le valigie e chiusa la porta dell’appartamento, il viaggio ha avuto inizio! Ma se questo doveva essere “un viaggio verso il suicidio” (com’è stato apostrofato), mi sento libero di scegliere per la mia vita e se proprio devo morire, lo voglio fare alle mie condizioni.

Sotto la pioggia che nel frattempo era aumentata, con tranquillità, gioia, musica, biscotti e patatine, siamo arrivati alla prima stazione di servizio in autostrada. abbiamo fatto gonfiare le gomme che, nonostante le mie ripetute richieste, nessuno mi ha aiutato a cambiare. Già che c’eravamo, abbiamo fatto cambiare anche i tergicristalli che nessuna delle persone che hanno precedentemente preso in prestito la mia auto, si sono accorti essere ormai “cotti”.

Il viaggio è proceduto tranquillo, da un benzinaio all’altro. Abbiamo incontrato tutte le condizioni atmosferiche possibili tipo pioggia, grandine, raffiche di vento, nebbia e neve! Finalmente, dopo il terzo tentativo, siamo riusciti ad imbarcarci, destinazione: Sicilia! Rimesse le ruote sulla terraferma, il navigatore ci ha fatto arrampicare in cima ad una montagna dove, a causa dei tornanti, ho vomitato a suon di musica tutti i sopracitati biscotti. Ma che panorama!

Altre tre orette di viaggio e siamo finalmente arrivati a casa e la nostra vita insieme è ufficialmente cominciata! Nonostante la gioia per il viaggio appena conclusosi, una domanda si fa insistente: perché non urino da due giorni?

Introduzione al futuro

Il 2024 è stato un anno da dimenticare. La problematica più grande è stata il susseguirsi di badanti inaffidabili e/o incapaci. Non potendo “creare” delle novità, non avevo nulla da scrivere e da raccontare sul blog. Quando le speranze erano ormai ridotte al lumicino, è arrivata la novità che cambia la vita!

Complici errori e casi fortuiti, ho cominciato a scrivermi con una ragazza! Siamo subito entrati in sintonia, un po’ su tutto. Esperienze di vita a volte simili ed a volte diametralmente opposte, ci hanno fatto giungere alle stesse conclusioni.

Decidiamo di vederci, ma abitiamo in due città diverse. Per motivi organizzativi, decido di andare io da lei. E qui iniziano i problemi.

Dal di fuori mi rendevo conto che, essendo disabile, dire “parto per incontrare una sconosciuta”, possa essere stato difficile da comprendere dagli altri ma io so chi sono, so cosa voglio e non mi fermo. Conscio delle difficoltà oggettive e di dover uscire da una quasi decennale comfort zone sempre più stretta, la difficoltà maggiore è stata contrastare le paure di chi avrebbe preferito continuare a vedermi in una “prigione dorata”, di fatto ostacolarmi per potermi “controllare” per il mio bene e, a mio avviso, per la propria “lavata di coscienza”.

Il viaggio è stato allucinante: posto in aereo cambiato, volo in ritardo, lanciato tra i sedili stretti sono solo alcune delle cose che mi sono successe. In ritardo e stremato, ma sono sopravvissuto. Quell’abbraccio tra lei e me al mio arrivo, ci ha ripagati di tutte le attese e le paure.

Ad oggi, continuiamo a confermarci i nostri sentimenti quotidianamente ed a progettare il nostro futuro insieme. Non mancano le difficoltà logistiche ovviamente, ma affrontiamo tutto con una risata che esorcizza sfortuna ed eventuali male lingue.

In questi pochi mesi sono successe tante cose che racconterò prossimamente, questo post è un’introduzione. Il punto cardine è la volontà, che è il primo atto magico. Dovrò imparare nuovamente a vivere e sarà dura, ma la vita mi ha costretto a rendere incrollabile la mia volontà.

Qualcosa bolle in pentola

Alla fine di un anno difficile, quando quasi non ci credevamo più, ci siamo incontrati! Le nostre vite sono cambiate, diventando la nostra vita insieme. Stay tuned! 😉

Genio o follia?

Quando metto un CD nella custodia, lo metto sempre dritto. Al di là del discorso che “tutto ha un senso”, lo faccio si per pignoleria, ma anche per praticità.

Quando lavoravo, avevo a che fare con i raccoglitori. Almeno due dischi per pagina che, se storti, mi costringevano a girare tutto per leggere, su ogni disco, il relativo contenuto. Peccato che, evidentemente, i miei colleghi non erano dello stesso avviso!

Ormai i CD sono quasi inutili, è vero. Tra servizi in streaming ed mp3, sembrano superflui. Aggiungiamoci anche il fatto che le mie mani, ormai, mi impediscono di sfogliarne il libricino. E allora, perché “accanirsi”?

Tra raccolte, singoli, cofanetti, usato e quant’altro, evitando le rimasterizzazioni fatte da incompetenti e le versioni Deluxe fatte “raschiando il barile”, si trovano cose molto interessanti, che i suddetti servizi non hanno.

La pulizia del disco, il cambio della custodia rotta (con una identica), diventa un rito. La conversione in MP3 e la relativa ricerca di informazioni da includere, diventa un’introspezione ed uno studio. Il rito si conclude con il rimettere il CD al suo posto. Dritto!

Per chi dovesse avere ancora dei dubbi, quando sfogliate un libro, la pagina successiva non è mica scritta sottosopra (e qui, i contestatori, muti)! Genio, o follia? 😉

PS. La foto è un test, un fotogramma di in filmato fatto con poca luce, dopo aver lavato i capelli, spettinato e con le unghie da sistemare. Mi è costata tanta fatica, non è bella nonché fuori contesto, ma è comunque un momento di vita, per chi sa osservare.

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In cima alla collina

La nipotina grande, si travestirà da Max a carnevale, è il personaggio di “Stranger Things” col walkman. Mia sorella ne ha trovato uno, ma serve un’audiocassetta!

Rovistando in salone, sono saltate fuori un paio di classiche TDK da registrare, ma per fare le cose fatte bene, ne serve una di Kate Bush, magari con “Running up that hill”!

Mia sorella ha cercato le offerte migliori tra l’usato, che poi ho controllato eliminando vendite oltre oceano, dogana, ecc ed ho proceduto all’acquisto!

Quando tutto sarà pronto, mia nipote vuole fare un salto nel passato. Vedrà come sentivamo la musica, senza possibilità di saltare da una canzone all’altra, le batterie che si scaricano subito, il fruscio di sottofondo e la perversa relazione tra matita e buchi della cassetta!

Sarà un modo per enfatizzare il concetto che, a conti fatti, si sta bene anche avendo di meno. So che non serve, è una delle cose che già sa, ma magari ne prende consapevolezza.

Ne approfitterò per farle conoscere Peter Gabriel, col quale Kate ha duettato nella di lui “Don’t give up”, nonché la cover dei Placebo. Comunque, la farò stare mezz’ora a riavvolgere la cassetta usando la matita, perché la canzone che le piace è la prima del lato B! 😉

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Non solo note

Stadio Olimpico. Dall’alto del corridoio riservato ai disabili e dopo le consuete difficoltà per prepararmi, mia sorella, la nipote piccola ed io, rimaniamo in attesa dell’inizio del concerto, mentre la nipote grande sta con amici sul parterre!

Premettendo che non avevo ancora avuto modo di sentire e “sviscerare” l’ultimo album, nato dopo e per la morte di Fletcher, vorrei condividere le mie impressioni…

La prima canzone, dall’ultimo album, è stata suonata al buio. Mi è arrivata subito la sensazione di una presenza, la voce, ma eterea, nascosta, immateriale, non più visibile ma presente. Un messaggio subliminale che mi ha fatto pensare ad un album di Gore intitolato “The third chimpanzee”. Hai presente “non vedo, non sento, non parlo”? La terza scimmia, appunto, non parla e l’album è strumentale! Un messaggio subliminale, un suggerimento, geniale!

Le canzoni “vecchie”, tutte riarrangiate, tra accordi e suoni diversi, mi davano una sensazione di caos dovuto al cambiamento, una lotta tra vecchio e nuovo, un seppellire il vecchio perché non ci sarà più. Non a caso, colonne portanti della loro discografia tipo Home e Somebody, non le hanno eseguite.

Se poi, prima, Gore usava le tastiere ed a volte la chitarra, stavolta mi sembra di aver visto l’esatto contrario. Ha usato molto la chitarra con un massiccio uso di pedali direi, per ricreare con le corde le stesse sonorità della tastiera. Le stesse, ma non uguali, perché il passato non si può più riprodurre. Anche la voce di Gahan l’ho sentita volutamente dissonante.

Sulle canzoni dell’ultimo album, invece, tutta un’altra storia. Le atmosfere, se pur cupe, fluivano senza intoppi. Mi aspettavo i Depeche Mode, ma ho trovato la versione 2.0. Si sono reinventati, sono rinati. Mi hanno spiazzato, ma hanno confermato di essere i mostri sacri che sapevamo, se mai ne avessimo avuto il dubbio.

Non me ne vogliano i veri cultori dei DM! 😉

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Ma guarda un po’ il caso!

Da che ho memoria, ho sempre avuto un senso di mancanza. Il mio percorso, nel tempo, è stato una serie di eventi “casuali” che mi hanno portato a dare una spiegazione a questa sensazione.

Casualmente, una chiacchierata mi ha fatto trovare dei legami, delle relazioni, tra tema natale, segno zodiacale e vite passate.

Casualmente ho partecipato ad un seminario sulla reincarnazione che mi ha fatto capire chi mancava e da quando.

Ce n’è voluto di tempo prima di trovare questa persona, tempo durante il quale altre casualità ed esperienze come matrimonio, divorzio, una figlia acquisita e poi andata via, la sedia a rotelle ecc, hanno dato gli ultimi “ritocchi” al mio bagaglio di esperienze.

Non mi sono mai fermato a ciò che mi veniva detto, ho sempre aggiunto una visione scettica, una lettura alternativa per poi trovare dei suggerimenti come se esaminassi una normale storiella, senza farmi influenzare ma credendoci.

Una visione così aperta mi ha fatto sempre notare dettagli che andavano oltre la lettura, l’interpretazione sterile dell’oracolo di turno.

Questa ricerca, per quanto importante e profonda, a conti fatti è servita solo a chiudere un ciclo legato ad una vita passata e, tutto sommato, la mia mezza “maghitudine” lo ha sempre saputo (come il resto, d’altronde).

Attualmente, mi ritrovo ad aver chiuso una pendenza col passato e, finalmente e con tutti gli acciacchi del mondo, posso vivere questa vita. Resta però radicata in me questa ricerca, rivolta sempre verso l’amore, non di “una” ma de “la” persona con la quale condividere il resto di questa vita.

Libero ormai da schemi, stereotipi, credenze, gentili “lasciti” generazionali ecc, sono libero di muovermi in ogni direzione. Peccato che il mio corpo non sia, ad oggi, proprio d’accordissimo!

Nonostante tutto, non sto fermo e la mia curiosità mi ha spinto a farmi fare uno schizzo di chi sto cercando (la tipa che, per praticità, chiamerò Dharma). Sarà vero? Non lo so e non importa perché, ancora una volta, l’oracolo di turno mi ha permesso di focalizzare l’attenzione su dettagli come sguardo e sorriso e come possano, ancora di più, raccontare o meno una storia. La ricerca è del contenuto e non scenderò più a compromessi, l’involucro si rivela solo una “presentazione”, per chi sa osservare.

Per ora, chiude il cerchio un altro oracolo che, vero o falso che sia, mi ha permesso di valutare alcune mie “capacità” con occhi più attenti dandomene maggiore consapevolezza e, di contro, valutare ancor più in profondità l’atteggiamento altrui.

Le Rune e la musica, i miei oracoli personali, continuano a presentarsi ad ogni paragrafo, di questo testo e di questa vita.

Questo è uno dei motivi per i quali non sono molto presente, da un po’. Una rivalutazione che spazia dalla disabilità alle amicizie, passando per tutti i campi di interesse.

Mi fate compagnia?!? 🙂

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L’autobus magico

L’altra sera, mia sorella è tornata dal centro commerciale con un regalino! Un autobus londinese, Lego! Ovviamente mi ha fatto pensare subito ad una canzone: Magic Bus dei The Who!

È sorto subito il solito problema: come lo monto? Ho deciso di avvalermi dello sfruttamento della manovalanza minorile, facendo fare tutto alle nipotine. Sotto la mia supervisione, s’intende!

Essendo, però, una persona di buon cuore, alla fine ho deciso che una retribuzione più che adeguata sarebbe potuta essere un Demogorgone (Stranger Things), sempre di Lego! In realtà ne avevo già comprati due, uno per loro ed uno per me, qualche giorno prima.

E dopo aver trasformato ancora una volta un difficoltà in un’opportunità, mi gusto il mio autobus magico, che mi porta da te! 😉

P.S. Nessun mattoncino Lego è stato maltrattato per fare questo post.

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