Troppe volte ho sentito dare la colpa agli altri per comportamenti “discutibili”. Ereditare difetti è una realtà, ma se questo accade involontariamente, non accorgersene e non rinnegare questa eredità, diventa una scelta e questi difetti diventano nostri.
E’ una catena che generazione dopo generazione, anello dopo anello, ci lega ai nostri antenati. Per quanto mi riguarda, credo di esserne da sempre l’anello debole, ma ho comunque dovuto fare degli errori per capire o farmi spiegare, mio malgrado, comportamenti fallaci.
In questo mix di difetti propri e di altri, è facile dire: “questo l’ho ereditato da Tizio e questo da Caio”. Oltre a dare la colpa ad altri, in quanti si accorgono che dicendolo si accettano, avallano, interiorizzano questi comportamenti? Così facendo, l’anello della catena che tu rappresenti si salda e la stessa si allunga.
Per quanto mi riguarda, la lista degli errori causati “dall’abitudine” (imparata dagli altri fin da bambini) è molto lunga ed ho dovuto capire, per ognuno di loro, qual è stata la mia parte per lavorarci su, valutare, prenderne coscienza, tenendo l’insegnamento, riconoscendo e buttando ciò che non mi appartiene. E’ un lavoro, forse un salto nel buio, che dura tutta la vita ma dà i suoi risultati e soddisfazioni.
Forse è proprio qui che si innesca il cortocircuito. Lamentarsi del comportamento di qualcun altro ed avere lo stesso difetto, diventa un problema patologico. Come risolverlo? Facile, basta ricoprire di invidia chi è riuscito ad affrontarlo e magari liberarsene! Considerando che l’invidia è la tomba dell’Amore anche verso se stessi, potete immaginare le conseguenze.
Ma mi raccomando, non bisogna dimenticarsi la frase magica “sono fatto così, ormai non cambio più”, che tradotto vuol dire “sono stronzo, lo so e non me ne fotte un cazzo di cambiare”! Scherzi a parte, basta un po’ di amor proprio ed autocritica per affrontare tutta questo.
Con tenaglie, lima, frullino, sega o denti, avete tagliato le vostre catene?