L’anello debole


Troppe volte ho sentito dare la colpa agli altri per comportamenti “discutibili”. Ereditare difetti è una realtà, ma se questo accade involontariamente, non accorgersene e non rinnegare questa eredità, diventa una scelta e questi difetti diventano nostri.

E’ una catena che generazione dopo generazione, anello dopo anello, ci lega ai nostri antenati. Per quanto mi riguarda, credo di esserne da sempre l’anello debole, ma ho comunque dovuto fare degli errori per capire o farmi spiegare, mio malgrado, comportamenti fallaci.

In questo mix di difetti propri e di altri, è facile dire: “questo l’ho ereditato da Tizio e questo da Caio”. Oltre a dare la colpa ad altri, in quanti si accorgono che dicendolo si accettano, avallano, interiorizzano questi comportamenti? Così facendo, l’anello della catena che tu rappresenti si salda e la stessa si allunga.

Per quanto mi riguarda, la lista degli errori causati “dall’abitudine” (imparata dagli altri fin da bambini) è molto lunga ed ho dovuto capire, per ognuno di loro, qual è stata la mia parte per lavorarci su, valutare, prenderne coscienza, tenendo l’insegnamento, riconoscendo e buttando ciò che non mi appartiene. E’ un lavoro, forse un salto nel buio, che dura tutta la vita ma dà i suoi risultati e soddisfazioni.

Forse è proprio qui che si innesca il cortocircuito. Lamentarsi del comportamento di qualcun altro ed avere lo stesso difetto, diventa un problema patologico. Come risolverlo? Facile, basta ricoprire di invidia chi è riuscito ad affrontarlo e magari liberarsene! Considerando che l’invidia è la tomba dell’Amore anche verso se stessi, potete immaginare le conseguenze.

Ma mi raccomando, non bisogna dimenticarsi la frase magica “sono fatto così, ormai non cambio più”, che tradotto vuol dire “sono stronzo, lo so e non me ne fotte un cazzo di cambiare”! Scherzi a parte, basta un po’ di amor proprio ed autocritica per affrontare tutta questo.

Con tenaglie, lima, frullino, sega o denti, avete tagliato le vostre catene?

Basta crederci

Il mio dio è l’universo, un’energia infinita della quale facciamo parte tutti e per questo siamo tutti interconnessi, facendo parte di un “tutto”. Ci sono circa 10000 religioni conosciute nel mondo, cosa ti fa pensare che la tua sia quella giusta? Se così fosse, ammazza che fortuna!

C’è però da considerare che andremo tutti all’inferno, o nella nostra o in una delle altre religioni! Se tu non credi in 9999 di loro, io semplicemente non credo ad una in più (pur conoscendola) ma, così facendo, mentre tu guardi solo “il tuo orto”, io sono libero di vedere che tutte dicono qualcosa di vero, qualcosa di una parte del tutto (di cui sopra). Di fatto, non ho più confini. I personaggi biblici, ad esempio, sono sicuramente esistiti ma acquistano importanze diverse e spesso addirittura più cariche di significato.

Nel mio caso, se poi dovessi credere in un qualsiasi dio, sarei costretto a dargli la colpa della mia malattia e delle conseguenti sofferenze. Credo invece che l’universo (o chiamalo Dio, Allah, Grande mistero, destino, casualità, ecc.) non ti darà mai qualcosa che non puoi sostenere e risolvere con le tue forze. Se pensi di non riuscirci, ci sono l’Amore, gli Amici e gli Affetti (o magari un perfetto sconosciuto), pronti ad aiutarti.

Il detto “aiutati che Dio ti aiuta” acquista un significato più ampio. Se inizi tu ad aiutarti, tutto l’universo se ne accorge quindi il tuo dio se ne accorge, ma tu sei l’universo e sei fatto ad immagine e somiglianza del tuo dio, quindi sei dio e sei onnipotente come lui, quindi puoi gestire e risolvere i tuoi problemi! Se proprio non si dovessero risolvere, vuol dire che servono a te o a qualcun altro attraverso te, quindi usa tutto come insegnamento.

Non dimentichiamoci, però, che la nostra anima sceglie situazioni (vedi il tema natale) belle o brutte che servono per fare delle esperienze. Quindi, cosa possiamo imparare da quello che ci succede, consideriamo oltretutto che probabilmente siamo noi a volerlo?

Il discorso è così lungo che ci potrei scrivere un libro, ma intanto ti chiedo: la tua anima cosa ha imparato?

P.S. Buona Pasqua! 🙂

Lei non sa chi sono io

Io sono Andrea, quello che:

da adolescente, è entrato di notte con gli amici al Colosseo, scavalcando la cancellata. Arrivato in cima non ha salito gli ultimi metri perché ripidi e scivolosi ed avendo scarpe con la suola liscia, non ha voluto rischiare inutilmente;

camminava sugli scogli in equilibrio e si fermava al semaforo con lo scooter senza mettere i piedi per terra;

faceva modellismo, non era bravissimo ma lo stava diventando, aveva inventiva e tanta manualità per maneggiare pezzi piccolissimi e pennelli sottili;

all’esame di quinta elementare spiegò l’apparato muscolo-scheletrico, rispondendo meglio di un medico;

ha sempre seguito i suoi valori, non ha tradito nessuno, tantomeno se stesso;

ricevette una telefonata da un’amica che voleva tirarlo su perché aveva una infiammazione in corso (causa sclerosi multipla). La telefonata finì con lei in lacrime e lui che la tirava su;

alle elementari era bravissimo in arte, tanto che hanno rubato solo a lui un lavoretto dall’armadio della classe (la maschera di Tutankhamon, bassorilievo su foglio di rame);

aveva il suo stile nel vestire, tra ricercato, casual, classico e tribale, tutto insieme;

quando ha guidato per la prima volta la macchina con i comandi al volante, non ha messo i piedi sui pedali “per abitudine”;

alle superiori, avendo il libro di matematica sbagliato, ha fatto un esercizio diverso come compito a casa ed il giorno dopo ha spiegato, alla lavagna, a compagni e professoressa (che non conosceva l’argomento) la parabola a due vertici (non presente nel programma di ragioneria);

una mattina si è alzato, ha lavato un paio di magliette e mutande, ha preso la tenda ed è salito sul treno, senza cellulare (all’epoca erano appena stati inventati), per andare a trovare un amico al mare, in un’altra regione ed in un posto dove non era mai stato;

ha insegnato informatica a persone di tutte le età ed ha sempre ricevuto tanti complimenti;

nel tempo, ha fatto varie esperienze riguardo vite passate, astrologia, angeli custodi ecc. Non per ultimo, si è fatto fare un ritratto dell’anima gemella. Dopo aver conosciuto la compagna, ha sovrapposto il disegno di cui sopra alla foto di lei e coincidono perfettamente;

ecc…

Ero questo e tanti altri errori ma oggi, dopo anni a subire subdole campagne di annullamento della mia persona, me ne sono accorto e mi sto ricostruendo. La mia vita, i miei ricordi, sono stati cancellati ma sono una fenice ed ancora una volta sto risorgendo dalle mie ceneri.

L’Amore della mia compagna mi sta spronando e risvegliando il ricordo di chi ero. La rinascita stavolta non è per niente facile, ma il recupero c’è. Per quanto gradualmente ed a volte impercettibilmente sto recuperando me stesso. Fare luce su vari passaggi della mia vita è stato a volte doloroso ma illuminante.

Ho ancora una volta constatato come le persone “insospettabili” possano essere le più tossiche e nel mio caso, ho capito troppo tardi che questa tossicità aveva impregnato e cancellato la mia vita, ma non la mia anima. Anche questa volta, userò la mia rabbia (e ne ho proprio tanta) come carburante per risorgere. I transiti planetari di questo periodo, stanno supportando e potenziando questa rinascita.

Tante persone vedo che non sono interessate a chi sono ma, evidentemente, a cosa rappresento cioè la forza di essere sempre stato fedele a me stesso, fuori da schemi e stereotipi, leale, coerente, resiliente, ecc, cioè tutto quello che loro non riescono ad essere e quindi cercano di distruggere in me. Questo mi butta addosso troppa invidia (che psicologicamente uccide l’amore) ed ora sarò costretto a far parlare i miei difetti.

Dal basso della mia carrozzina e dall’alto della mia consapevolezza, ancora una volta (non è la prima), ai miei detrattori posso solo dire “tu non hai ancora capito chi sono”. Ora entrerà in gioco la mia spietatezza, gli astri faranno il resto. E tu lo sai chi sei?

Fate l’Amore, non fate la guerra

Anche io ho giocato con i soldatini, montavo i modellini di aerei da guerra e carrarmati, giocavo con giochi di guerra strategici, ecc. Ero un bambino ma sapevo che era tutta una finzione.

In questi giochi non erano contemplati i civili, la guerra era tra un soldato e l’altro, persone (di plastica) che presumibilmente avevano scelto di stare lì (ma non sempre). C’erano i buoni e i cattivi, niente di più semplice. Quando alla fine i buoni vincevano, i bollettini di guerra erano solo un elenco di aerei abbattuti, i piloti non morivano mai. “Sa tutto” e “Napoleon “, rispettivamente i capi dei soldatini buoni e cattivi (che purtroppo sono andati persi), non sono mai morti.

Effetti collaterali, fuoco amico, armi (stupidamente) intelligenti e motivazioni subdole e nascoste, nella realtà la fanno da padroni e chi ne fa le spese sono i civili. Se nei videogiochi di oggi un cerotto cura istantaneamente una decina di fori di proiettile, la realtà è molto diversa. Ma si sa, “no no, sto gioco è popo realistico, aò pare vero!”.

In virtù di queste esperienze ludiche, di armi ed armamenti ne conosco abbastanza. Abbastanza da starne lontano, abbastanza da capire che anche chi ha ragione, con una pistola in mano (se pur scarica), passa d’ufficio dalla parte del torto.

Se 20.000 anni fa l’uomo invadeva il villaggio vicino per via delle risorse e quindi per sopravvivere, ad oggi non ci sarebbe più il motivo per faro, ma le risorse si trasformano nel dio denaro. L’uomo non muore più di fame o, per meglio dire, lo fa perché altri uomini gli rubano le suddette risorse per denaro. Ma questa è un’altra storia. Senza entrare nel dettaglio della situazione attuale, gli interessi sono sotto gli occhi di tutti. Quelli che vogliono vedere…

Come i miglioramenti tecnologici della Formula 1 finisce nelle nostre auto, mi rendo conto che i missili nazisti ci hanno permesso di andare sulla Luna, ma a che prezzo? Non sarebbe più facile condividerle le risorse per stare bene tutti? E voi, cosa siete disposti a condividere?