Libertà

La mia tribolata esistenza inizia prima ancora di nascere, quando ero ancora in pancia e mia madre bussava tre volte (vi ricordo che fare le cose tre volte è un atto magico) dicendo “non ti voglio, non ti voglio, non ti voglio”, come da sua tardiva ammissione. Arrivata verso i 40 anni, questa ed altre “rivelazioni”, mi hanno fatto capire la tossicità del background familiare. Questo, oltre ad altri innumerevoli episodi, oltre a far crescere astio e distacco verso certi (molti) comportamenti, mi ha indotto a scrivere delle memorie, un’autobiografia contenente i miei ricordi, visti però da un punto di vista maturo cioè con la maturità di adesso, ma anche con l’immaturità che avevo all’epoca degli eventi. Tutto sommato le due cose coincidono abbastanza frequentemente, quindi o ero già maturo all’epoca o ancora non lo sono a tutt’oggi!

Questa serie di eventi mi ha insegnato molto, come molto mi hanno dato gli insegnamenti ed i comportamenti ricevuti, ma soprattutto quelli non ricevuti e disattesi. Praticamente ho imparato al contrario, cioè vedendo quello che mancava, più che ciò che arrivava. Purtroppo (a mio avviso) molto tardi, ho capito che molti comportamenti appresi dai familiari e dati per valori assoluti fin da bambino, in realtà erano frutto di preconcetti e comportamenti atavici tramandati senza porsi domande. Mi sono ritrovato in mezzo a comportamenti e frasi fatte che non mi appartengono più da tempo, semplicemente perché un paio di domande io me le sono fatte.

Come per tutti, accanto a ciò che ho fatto ed ottenuto nella vita, c’è stato un susseguirsi di cose che avrei voluto fare e cose che invece dovevo fare. Questo sterile senso del dovere l’ho sempre ritrovato anche nel comportamento di familiari ed amici, dai più vicini ai più lontani. Io invece, nel mezzo, ho sempre puntato ai miei obiettivi, cercando di raggiungerli. Questo mi ha fatto diventare la pecora nera (o per meglio dire il capretto nero) della famiglia, perché mi comportavo in modo differente da quello che la “società familiare” voleva da me.

Va da sé che un bambino deve fare delle esperienze per crescere, magari facendo un sacco di errori, perché è proprio da questi che si impara maggiormente (se lo si vuole). Quando si dice sbagliando si impara, non c’è niente di più vero e di cose ne ho, evidentemente, imparate proprio tante. Se due più due fa tre virgola nove, vuol dire che di stupidaggini ne devo aver fatte parecchie!

Vivere “nel dovere” ha però sempre cozzato contro il mio essere sanguigno in tutte le mie cose ed il conseguente vivere con il cuore, vivendo le emozioni nella loro interezza per poter dire “io vivo”. Questo ovviamente era al di fuori di qualsiasi tipo di dettame o punto di vista di chi mi stava intorno vivendo, ognuno di loro, nel proprio universo personale. Io ero qualcosa di esterno a tutto questo, tant’è che mi sono sempre sentito descrivere nel modo sbagliato da chi in realtà non ha mai avuto la più pallida idea di chi io fossi, né tantomeno avesse evidentemente la curiosità di scoprirlo. Peccato che il loro voler tenere a distanza la mia “esuberanza sensoriale”, si è sempre accompagnato con un forte senso di possesso nei miei confronti. In sintesi “vattene” (cioè fondamentalmente non rompere) ma “tu da qui non ti muovi”.

Un’estate, ero appena maggiorenne, parlando dei componenti della comitiva estiva mi dissero “Andrea, tu non cambi mai”. Era ovviamente riferito al cambio di comportamento degli uni verso gli altri di anno in anno e, di contro, alla mia integrità comportamentale che si è sempre basata sui miei valori.

Questi valori, la colonna portante della mia vita, è sempre stata la mia personale trinità cioè Amore, Amicizia e Rispetto. Il vivere con il cuore mi ha fatto sempre vivere le emozioni al massimo (come ho detto prima), sia nel bene che nel male. Questo mi ha portato a fare passi ed esperienze che mi hanno portato dove sono ora, che è esattamente il posto dove voglio stare.

Accanto alle mie scelte però, si sono affiancati degli accadimenti che hanno inevitabilmente deviato, o per meglio dire (solo) flesso, il corso degli eventi. La mia malattia è uno di questi, che però non mi ha impedito di stare come e dove sono oggi. In fin dei conti, è bastato solo un “io domani parto”.

Mi fa ridere il fatto che io abbia sempre subito critiche per le mie scelte mentre oggi vengo invidiato perché sono riuscito a seguire il cuore ottenendo quello che volevo, cosa che evidentemente molte persone non sono mai riuscite a fare o ne abbiano avuto il coraggio, nonostante molte di loro si siano sempre professate persone “alternative”.

Questo mi ha fatto capire definitivamente che ora sono veramente libero. Questo percorso di vita mi ha fatto trovare il mio angolo di paradiso. L’essere partito per “l’ignoto” due anni fa è stata una mia scelta, ponderata e consapevole. Il rimanere ogni giorno e confermare questa mia volontà, anche. Ora, come in tutta la mia vita, niente e nessuno mi ha mai suggerito delle scelte (e chi ci ha provato si è beccato un sonoro vaffa), che ho sempre fatto volontariamente e, come dico io, “in presenza”. Quando qualcuno insinua che io sia stato fuorviato nelle mie scelte, di fatto mi dà del cretino, cercando di continuare l’opera di abbattimento della mia persona che dura da tutta la vita, in vari modi.

Il mio aspetto rock nasconde un’anima punk (post-punk per essere più specifici) che ha molto a che vedere col senso di libertà e consapevolezza che sento. Questa libertà comprende anche la scelta di liberarsi della tossicità, l’egocentrismo, l’invidia, il conformismo, lo “sciacallaggio emotivo”, il vittimismo, le maldicenze ecc, di tante persone. Quella che adesso è la mia vita, colei che è la mia compagna, l’ho sentita chiamare una vacanza, una soluzione, un’alternativa, ecc. Si chiama Amore, vita, scelta. La mia, la sua, la nostra.

Partendo dal presupposto che il non scegliere è di per sé una scelta, voi cosa scegliete?

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Autore:

Affetto da sclerosi multipla dal '97 ho cercato di adattarmi ad un corpo in costante cambiamento. Spero, attraverso questo blog, di poter dare "spunti di sopravvivenza" ai miei compagni di sventura e non. Racconterò anche degli eventi della mia malattia che presi dal verso giusto fanno proprio ridere! Scriverò di ogni idea, informazione, filmato ecc che mi ha dato spunti di riflessione. Saranno ben accetti commenti e se ti piace il blog, fatelo conoscere ai vostri amici! :-)

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