Lei non sa chi sono io

Io sono Andrea, quello che:

da adolescente, è entrato di notte con gli amici al Colosseo, scavalcando la cancellata. Arrivato in cima non ha salito gli ultimi metri perché ripidi e scivolosi ed avendo scarpe con la suola liscia, non ha voluto rischiare inutilmente;

camminava sugli scogli in equilibrio e si fermava al semaforo con lo scooter senza mettere i piedi per terra;

faceva modellismo, non era bravissimo ma lo stava diventando, aveva inventiva e tanta manualità per maneggiare pezzi piccolissimi e pennelli sottili;

all’esame di quinta elementare spiegò l’apparato muscolo-scheletrico, rispondendo meglio di un medico;

ha sempre seguito i suoi valori, non ha tradito nessuno, tantomeno se stesso;

ricevette una telefonata da un’amica che voleva tirarlo su perché aveva una infiammazione in corso (causa sclerosi multipla). La telefonata finì con lei in lacrime e lui che la tirava su;

alle elementari era bravissimo in arte, tanto che hanno rubato solo a lui un lavoretto dall’armadio della classe (la maschera di Tutankhamon, bassorilievo su foglio di rame);

aveva il suo stile nel vestire, tra ricercato, casual, classico e tribale, tutto insieme;

quando ha guidato per la prima volta la macchina con i comandi al volante, non ha messo i piedi sui pedali “per abitudine”;

alle superiori, avendo il libro di matematica sbagliato, ha fatto un esercizio diverso come compito a casa ed il giorno dopo ha spiegato, alla lavagna, a compagni e professoressa (che non conosceva l’argomento) la parabola a due vertici (non presente nel programma di ragioneria);

una mattina si è alzato, ha lavato un paio di magliette e mutande, ha preso la tenda ed è salito sul treno, senza cellulare (all’epoca erano appena stati inventati), per andare a trovare un amico al mare, in un’altra regione ed in un posto dove non era mai stato;

ha insegnato informatica a persone di tutte le età ed ha sempre ricevuto tanti complimenti;

nel tempo, ha fatto varie esperienze riguardo vite passate, astrologia, angeli custodi ecc. Non per ultimo, si è fatto fare un ritratto dell’anima gemella. Dopo aver conosciuto la compagna, ha sovrapposto il disegno di cui sopra alla foto di lei e coincidono perfettamente;

ecc…

Ero questo e tanti altri errori ma oggi, dopo anni a subire subdole campagne di annullamento della mia persona, me ne sono accorto e mi sto ricostruendo. La mia vita, i miei ricordi, sono stati cancellati ma sono una fenice ed ancora una volta sto risorgendo dalle mie ceneri.

L’Amore della mia compagna mi sta spronando e risvegliando il ricordo di chi ero. La rinascita stavolta non è per niente facile, ma il recupero c’è. Per quanto gradualmente ed a volte impercettibilmente sto recuperando me stesso. Fare luce su vari passaggi della mia vita è stato a volte doloroso ma illuminante.

Ho ancora una volta constatato come le persone “insospettabili” possano essere le più tossiche e nel mio caso, ho capito troppo tardi che questa tossicità aveva impregnato e cancellato la mia vita, ma non la mia anima. Anche questa volta, userò la mia rabbia (e ne ho proprio tanta) come carburante per risorgere. I transiti planetari di questo periodo, stanno supportando e potenziando questa rinascita.

Tante persone vedo che non sono interessate a chi sono ma, evidentemente, a cosa rappresento cioè la forza di essere sempre stato fedele a me stesso, fuori da schemi e stereotipi, leale, coerente, resiliente, ecc, cioè tutto quello che loro non riescono ad essere e quindi cercano di distruggere in me. Questo mi butta addosso troppa invidia (che psicologicamente uccide l’amore) ed ora sarò costretto a far parlare i miei difetti.

Dal basso della mia carrozzina e dall’alto della mia consapevolezza, ancora una volta (non è la prima), ai miei detrattori posso solo dire “tu non hai ancora capito chi sono”. Ora entrerà in gioco la mia spietatezza, gli astri faranno il resto. E tu lo sai chi sei?

Azione a reazione

Nella mia ingenuità, ancora non capisco come le persone più vicine a noi, siano quello che ci fanno più male. Si inizia col trasferire sugli altri frustrazioni e colpe, fino ad accanirsi solo perché non si ha il coraggio di fare una bella introspezione.

La mia odissea è iniziata prima ancora di nascere quando, come da sua ammissione, mia madre “bussava” sul pancione dicendo “non ti voglio, non ti voglio, non ti voglio”. Quella stessa persona (che di fatto mi ha maledetto), invece di essere contenta perché il figlio disabile ha finalmente trovato l’Amore, il suo angolo di paradiso ed una vita normale, lo rivorrebbe chiuso in casa, ma col portafogli aperto e disponibile; dovrebbe solo fare a botte con gli altri contendenti!

Non è l’unica che negli anni ha travisato le mie parole, dimenticandosi di chiedere chi io sia o per meglio dire, chi sono stato costretto a diventare (facendo un enorme errore di valutazione al ribasso). Molti dei nostri comportamenti non sono causati da episodi della vita ma da come noi li affrontiamo. La classica frase “ormai sono fatto così”, per esempio, per me vuol dire “sono stronzo, lo so e non mi interessa nulla di cambiare”. Purtroppo, sono abituato ad osservare ed ascoltare e questo mi fa fare inevitabilmente un’analisi di coscienza costante.

Questo mio comportamento, l’ho “ereditato”? E’ una “colpa” gentilmente donata dagli avi attraverso i secoli, di generazione in generazione? Non è colpa mia, ma lo diventa se non ho il coraggio di estirparla dalla mia vita. A tal proposito, ho notato che molte persone non ci riescono e finiscono per lamentarsi per un altrui comportamento, agendo di fatto nella medesima maniera!

Non riuscendo a guardarsi dentro per affrontare i loro problemi, la domanda sorge spontanea: perché non rivolgersi ad un cartomante (cartomante per autodefinizione)? Magari uno di quelli che legge le carte ordinandole in modo da infinocchiare la consultante di turno (l’ho visto fare più volte in passato). Il passo successivo è andare dal “mago” da strapazzo di turno, per commissionare inutili “macumbe” (povere galline e chi capisce, capisce).

Spesso, le cose succederanno seguendo il proprio corso naturale (ho visto anche questo), è inutile buttare soldi. Un’introspezione sarebbe più economica e produttiva. Se, infine, il destinatario di queste “attenzioni” ne ha passate tante ed ha ormai un carapace degno di una tartaruga centenaria, l’allontanamento selettivo diventa d’obbligo, guidato da buon senso, amor proprio e protezione per terzi.

Sarà il segno zodiacale, sarà l’ascendente, ma sono allergico a questi comportamenti e la malattia, poi, ha ridotto tutto all’essenziale. Questo si è trasformato in una spietatezza che, tra le altre cose, mi fa allontanare sempre più da chi cerca di avvicinarsi (o trattenermi) con secondi fini o chi non vuole progredire nella propria vita. Come una rosa, ho imparato, quasi inconsapevolmente, a proteggermi con le spine. Chi agisce incautamente, può farsi molto male.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Questa semplice legge della fisica, va benissimo anche per la crescita personale. E’ una semplice relazione tra causa ed effetto sempre attiva. Ad ogni scelta corrisponde un risultato ma attenzione, il non scegliere è di per sé una scelta con le sue conseguenze. Ho notato infine, che le persone furbe (o che si reputano tali), non sono lungimiranti.

Sono sempre stato presente a me stesso, nel bene e nel male e cosciente delle mie scelte (e loro conseguenze). Purtroppo, in molti non fanno lo stesso. Ultimamente ho sentito troppe volte risposte come “non so” oppure “non ricordo”, ho notato che questo è uno stile di vita per alcuni. Non ci sto! In fine, questo allontanamento mi ha permesso di uscire dal torpore nel quale mi avevano “ibernato”. Ho le mie colpe e ci sto lavorando, ma gli altri? Azione e reazione. A questo punto vi chiedo: qual è la vostra “reazione”?