L’articolo

Tempo fa, un’amica mi ha chiesto uno scritto, un articolo, qualcosa di personale che parlasse di musica. Quello che ne è uscito è piaciuto, ma non è andato bene per l’uso che ne voleva fare. Lo “riciclo” condivido con voi:

Tutto è partito da una zia, amante della musica. Già da quando ero piccolo, aveva tanti vinili ed audiocassette. A circa due anni, quando andavamo a trovare i nonni, entravo subito nella sua stanza chiedendo “icco mela”, che altro non erano che i dischi dei Beatles, che avevano una mela verde al centro. Mia zia era praticamente costretta a metterne uno ed io cominciavo a ballare!

Vedere il disco girare doveva essere, evidentemente, ipnotico perché mio padre ha dovuto costruirmi un finto giradischi. Crescendo, è stato sostituito da uno portatile per i 45 giri. Uno di quelli anni ’70, di plastica arancione con la maniglia.

Arrivata l’epoca dei Walkman, la suddetta zia ha cominciato a dare a mia sorella e a me, varie cassette per farci conoscere un po’ di generi musicali. Nel tempo, questa “infarinatura” è passata attraverso The Cure, Sex Pistols, U2, The Clash, Rolling Stones, Simple Minds, Siouxsie And The Banshees, The Cult, The Who, Depeche Mode e tanti, ma tanti altri.

Il filo conduttore era indubbiamente il rock, ma con ramificazioni che toccano il dark, il punk, il synth pop e via dicendo. A tutt’oggi, il tutto si è ampliato con altri generi, ma soprattutto con la curiosità di vedere come tutti questi siano collegati ed imparentati.

L’adolescenza è stata dominata dagli Iron Maiden, mentre successivamente ha preso piede la scena di Seattle, principalmente con i Soundgarden.

Erano nati i CD e non mi sono fatto sfuggire uno dei primi lettori. Il primo disco è stato Violator, dei Depeche Mode. Nonostante sia nato e cresciuto tra i vinili, inspiegabilmente non sono un “purista”. Preferisco il più “freddo” Compact Disc, più pratico e meno delicato.

Nel 1992, Lou Reed ha fatto un concerto a Roma, era appena uscito il suo Magic And Loss. Mia zia è andata ma, visto che mio nonno non si fidava, sono “dovuto” andare anche io, in qualità di accompagnatore. Dalla quinta fila, sapevo bene chi avevo davanti. Solo pochi anni fa ho cominciato a vedere concerti, recuperando il tempo perduto.

Nel frattempo, la sclerosi multipla mi aveva costretto in carrozzina, ma spronato dalla compagna dell’epoca ed approfittando degli sconti dedicati ai disabili, mi sono “sparato'” una decina di concerti all’anno, fino al lockdown.

Partendo con i Rolling Stones, sono finito da Ezio Bosso, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani, passando per Jackson Browne, Pearl Jam, Loreena McKennitt, Ara Malikian e tanti altri.

Bosso l’ho visto tre volte e ci ho anche parlato. L’emozione che trasmetteva, non si potrà mai cancellare. Vedere salire sul palco gli Who, poi, è stato bellissimo, ma sentire e “vedere” la loro The Rock, è stato un colpo al cuore. Ancora oggi, se rivedo il filmato su YouTube (quello registrato a Toronto), mi escono le lacrime per quello che trasmette.

Tutti questi volti vecchi e nuovi, mi hanno fatto iniziare a cercare delle “chicche”. Dopo aver visto i Foo Fighters cantare Jump dei Van Halen sulle note di Imagine di John Lennon, ho trovato altro.

Chris Cornell, è l’unico che potesse cantare War Pigs dei Black Sabbath, come Chester Bennington è riuscito a cantare Adele. Al suo concerto, Steven Tyler ha infine cantato Piece Of My Heart di Janis Joplin. Quando si dice “c’è cover e cover”.

Anche le collaborazioni sono tante, come tra Damien Rice e Tori Amos, Peter Gabriel e tanti altri, Linkin Park e Cornell, ecc.

Ma il bello, è vedere come questi mostri sacri siano, alla fine, persone normali. Nick Cave, dopo aver passeggiato tra la folla dice, lui a noi, “you are awesome” mentre Bosso si ricorda di me, al secondo autografato! Jackson Browne, poi, ad un concerto si è dimenticato le parole di una nuova canzone. L’ha presa a ridere e poi gli è tornata in mente!

Tornando alla clausura forzata del lockdown, per occupare il tempo ho riorganizzato CD ed mp3, espandendone ulteriormente la raccolta. Ecco ad esempio i Green River, capostipiti del Grunge, partendo dai quali ho approfondito, tra gli altri, gli Screaming Trees, ecc.

Si conoscevano tutti, in quel di Seattle e non solo, influenzandosi musicalmente gli uni con gli altri. Un gruppo di ragazzi molti dei quali non sono riusciti a sopravvivere a loro stessi, scrivendo la storia. In una qual sorta di celebrazione, mi sono comprato una maglietta della Sub Pop, etichetta discografica che ha pubblicato molti album di questi “big”.

Da sempre il mio inconscio mi parla con le canzoni. Mi si fissa un ritornello che mi vuol dire qualcosa, sempre palesemente inerente al momento che sto vivendo. È una cosa bellissima, fin quando non mi fa passare la notte in bianco!

Visto che la musica è onnipresente, l’ho anche accostata ad altre mie passioni. Ad esempio, vedere Kurt Cobain di Lego, con il suo iconico cardigan grigio, non ha prezzo! Per non parlare di Amy Winehouse, con la sua inconfondibile capigliatura e la faccia gialla!

Infine, la filmografia è anch’essa importante. Dagli ultimi Bohemian Rhapsody e Rocket Man, ai più vecchi Quadrophenia, Tommy, The Rocky Horror Picture Show, Singles, The Blues Brothers e chi più ne ha, più ne metta. Spaccati di epoche, pensieri e personaggi che regalano emozioni e spunti di riflessione.

Credo che in tutto questo non ci sia nulla di strano, in realtà. Non mi sembra di raccontare qualcosa di anormale. Mi rendo conto, però, che vedere tutto con gli occhi di un eterno bimbo, mi fa ancora entusiasmare. Mentre la parte adulta pensa, per esempio, agli eccessi, le scelte, gli errori che questi mancati supereroi hanno fatto, scrivendo la storia. Nello stesso tempo, tante persone normali fanno vite anonime solo perché non hanno il coraggio di scegliere, di osare.

Tutto questo, tra una nota e l’altra, è un mondo che si evolve e non sta mai fermo. Cresce e si adatta ai tempi, alle tecnologie. Ed è anche il mio modo di vivere. Nel mio piccolo, cerco di seguire queste orme, complice anche una malattia che toglie tanto, ma non la forza di alzare il volume!

P.S. La foto è di qualche mese fa.

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Autore:

Affetto da sclerosi multipla dal '97 ho cercato di adattarmi ad un corpo in costante cambiamento. Spero, attraverso questo blog, di poter dare "spunti di sopravvivenza" ai miei compagni di sventura e non. Racconterò anche degli eventi della mia malattia che presi dal verso giusto fanno proprio ridere! Scriverò di ogni idea, informazione, filmato ecc che mi ha dato spunti di riflessione. Saranno ben accetti commenti e se ti piace il blog, fatelo conoscere ai vostri amici! :-)

4 pensieri riguardo “L’articolo

  1. Non sono stata in grado di seguirti musicalmente, ma non ho ho lascito tra le righe l’emozione che provavi e che trasmetti, con il tuo entusiasmo ancora di un Andrea bambino.
    Un abbraccio.
    Paola

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