Un saluto nel buio

Alla mostra su David Bowie a Bologna, fantastica ed indimenticabile, arrivato all’ultima sala ho avuto un piacevole incontro. Girando attorno ad una grande bacheca al centro della stanza, quasi per nulla illuminata, mi sono trovato di fronte un ragazzo della mia età, anche lui in carrozzina. Entrambi vestiti di nero su carrozzine nere, nel buio, ci siamo guardati e messi a ridere. Il nostro ingombro, in mezzo a tutta quella gente, era evidente! Abbiamo entrambi accennato un saluto col capo, c’era musica in sottofondo che impediva il dialogo, e ci siamo superati continuando il nostro giro. È stato molto bello poter avere un comportamento così “normale” con uno sconosciuto. Non è stato dettato da un improvviso spirito di “cameratismo”, essendo noi due gli unici ruotanti in una sala piena di bipedi, ma da un momento di ilarità generato da quella situazione così improbabile da diventare possibile! La mia compagna mi ha poi raggiunto sorridendo anche lei, mentre quel ragazzo e stato raggiunto dalla sua. Ci siamo persi di vista nel corridoio che portava all’uscita. Peccato, magari saremmo potuti diventare, tutti e quattro, buoni amici! 🙂

In foto: un dettaglio della mostra.

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    Gambe 1 – Pantaloni 2

    In una fila, passa davanti a me un signore anziano con le stampelle ed una gamba sola. La tuta, per metà è vistosamente vuota e ciondolante. Tra me e me mi sono detto che al posto suo avrei tagliato la tuta, così non avrei avuto il problema di infilarmela al contrario! Il mio umorismo, un po’ inglese ed un po’ cinico, mi ha fatto fare un sorriso ma anche riflettere. Quel signore, magari, aveva quella tuta perché tutti gli altri pantaloni erano da lavare o perché non aveva accettato la perdita della gamba o per chissà quale altro evento più o meno traumatico. A prescindere dal perché e dal percome, ognuno di noi reagisce in modo diverso ad analoghi episodi della vita realmente avvenuti o anche solo ipotizzati. Personalmente li affronto cercando il lato comico e gli insegnamenti, ma non sempre è così. Bisogna avere l’umiltà per non giudicare, non denigrare, non fermarsi alle apparenze. 🙂

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    Punti di vista

    Mi è capitato più volte, parlando con sconosciuti, di dover rispondere alla domanda sul perché fossi in carrozzina. Nulla di strano direi, se non fosse per il punto di vista che genera la domanda. Un bambino, ad esempio, mi chiede “perché stai seduto” partendo da un punto di vista non strutturato o stereotipato. Ma i “grandi” sono il massimo! Chi ha la moto mi ha chiesto se avessi avuto un incidente con la moto, il fissato di automobili se ne avessi avuto uno con la macchina, il militare se fossi invalido di guerra, un sub pensava fossi andato a sbattere contro un relitto a causa di un’onda anomala, un paracadutista pensava ad un incidente col paracadute, e chi ne ha più ne metta! Insomma, è facile guardare le cose dal proprio punto di vista, senza magari avere la voglia di contemplare altre possibilità, com’è altrettanto facile fare una domanda dando per scontata la risposta, o non ascoltarla affatto. Forse dovremmo tutti, disabili e non, aprire un po’ la mente. Come fanno i bambini. 🙂

    P.S. È vero, la storia del relitto e del paracadute me la sono inventata, ma il resto no! 😉

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    Allacciate le cinture

    A seconda di come sto, maneggiare ed allacciare le cinture di sicurezza in auto, può essere problematico. Frustrante a volte. Pensa che ti ripensa mi era venuta l’idea di una prolunga per avvicinarne l’allaccio. Ovviamente non sono stato l’unico ad avere questa intuizione e, infatti, ne ho trovate varie in vendita su internet. Ho scelto quella più idonea alle mie esigenze ed ecco il risultato! La prolunga è alta e facilmente raggiungibile, ma anche flessibile per avvolgere la vita e non troppo lunga per non compromettere la sicurezza. Può esservi utile? 🙂

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    Piacere, Alessandro

    Un pomeriggio, al supermercato, la mia compagna ed io arriviamo agli scaffali della pasta surgelata per scegliere dei cannelloni. Nello stesso reparto c’era una mamma assorta nella ricerca ed il figlio, di circa 8 anni. E proprio lui, un dolcissimo bambino con un paio di occhiali spessi e le orecchie un po’ a sventola, mi inizia a guardare. Gli faccio un sorriso e lui mi chiede: “ma perché sei seduto? Cos’hai?”. Gli spiego che una malattia non mi fa camminare e da lì parte una breve ma stimolante conversazione. Nel mentre la mamma, che evidentemente ci aveva notato, imbarazzatissima guardava altrove mentre la mia compagna ci osservava compiaciuta. Alla fine di questa breve conversazione il bambino mi allunga la mano e mi dice: “piacere, Alessandro”. Stringendogli la mano mi sono presentato anche io. Richiamato dalla madre è andato via. Anche noi abbiamo continuato la spesa, commentando l’accaduto. 🙂

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    Auguri!

    Un post veloce veloce per fare gli auguri di buona pasqua, Pasqua, la domenica dopo il plenilunio di primavera, un giorno dove si mangia, una rottura di scatole… Insomma, a prescindere da quale nome e/o significato gli diate, buone feste!

    … E badate che lo potete chiamare in tanti modi e dargli diversi livelli di importanza, ma state parlando sempre dello stesso giorno. Strano come punti di vista differenti, addirittura contrastanti, a volte siano tutti giusti e portino alla stessa conclusione!

    Se vogliamo fare un parallelismo con le varie disabilità, uno stesso sintomo può essere sopportabile per alcuni, ma può non esserlo per altri. Al di là di aiuti e consigli, una situazione estrema può portare a decisioni estreme. Possiamo solo dare un eventuale punto di vista, ma non giudizi. Meditate gente! 🙂

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    Riflessioni

    Su Facebook ho letto questa storiella:

    Si racconta la storia di due cani, che, in momenti diversi, entrarono nella stessa stanza.
    Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ringhiando.
    Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro infuriato.
    Con grande sorpresa scopri che la stanza era piena di specchi.
    Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.
    Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo.
    Tutto ciò che siamo è un riflesso di ciò che abbiamo pensato.
    La mente è tutto.
    Quello che pensiamo diventiamo.
    Buddha

    Concetto verissimo e confermato anche dalla fisica quantistica. Vi chiedo: cosa siete disposti a vedere in quella stanza? Magari entrandoci in sedia a rotelle, come me. Noi disabili non possiamo permetterci di vedere cento malati, come fa il secondo cane. Capite cosa intendo? Chi e cosa siete disposti a vedere in quegli specchi? 🙂

    #sonoabilediversamente #sm #sclerosimultipla #sediaarotelle #sar

    Trovami, se ci riesci!

    Ho aggiunto Instagram e Twitter alla lista dei Social ai quali sono iscritto. Sto anche imparando ad usare gli hashtag! Credo… Potete trovarmi su:

    http://www.facebook.com/sonoabilediversamente

    https://sonoabilediversamente.wordpress.com

    Twitter @sonoabiledivers

    Instagram @sonoabilediversamente

    I post sono gli stessi, ma veicolati su piattaforme differenti.

    #sonoabilediversamente #sm #sclerosimultipla #sediaarotelle #sar

    Un tecnico informatico con la sciarpa

    Che lavoro faccio? Il programmatore, il grafico, l’insegnante, il sistemista, l’assemblatore, insomma tutto quello che si può fare con un computer.  Poi arriva la sclerosi multipla, che negli anni  ti accompagna verso la sedia a rotelle, la rinuncia al lavoro e tanto mal di schiena. Cominciata con non poca fatica la fisioterapia, considerando che anche i lavoretti saltuari a casa scarseggiavano, mi sono messo a cercare un passatempo per tenermi attivo. Prendendo spunto dalla mia compagna, mi sono comprato un telaio per tessitura a mano e mi sono messo a fare sciarpe! Si chiama rimettersi in gioco, non mollare, reinventarsi, adattarsi alla vita. Con la lentezza di un bradipo la sciarpa cresce; tra un po’ di movimento e tante pause, molta introspezione e buona musica. Non diventerà una vera fonte di guadagno ma va bene così. Sintetizzando: tu sclerosi mi blocchi una strada, ma io sono come le formiche, ne troverò sempre un’altra per arrivare alla mollica! 😉

    #sonoabilediverslamente #sm #sclerosimultipla #sciarpa

    Guarda dove ti ho portato!

    Essere disabile al 100% in carrozzina ha i suoi vantaggi! Se ti piace la musica, per esempio! Per assistere ai concerti si paga il prezzo più basso per il disabile e l’accompagnatore entra gratis. A volte si è relegati su pedane non molto comode, ma a volte va di lusso! Prendo in giro la mia compagna ogni volta che ci accomodiamo a 2 metri dal palco, in prima o seconda fila, dicendole “guarda dove ti ho portato”! E lei prontamente risponde “guarda dove ti ho portato io! Ti ricordo che sono io che spingo”! Ed io: “si ma io guido”! Un teatrino noto, ma ottimo per esorcizzare le mie difficoltà. Ad ogni modo, Art Garfunkel, Jackson Browne, The Who, Ian Anderson, David Gilmour, Orchestraccia, Loreena McKennitt ecc guardati da 2 o, massimo, 10 metri di distanza! Mica male! Non precludetevi la possibilità di vivere! 😉

    In foto: il palco di Loreena McKennitt, dalla seconda fila, laterale!

    #sonoabilediversamente #sm #sclerosimultipla #sediaarotelle #sar #concerto